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Impronte di Dinosauro

Impronte di Dinosauro

dinosauri (4)Dopo un'attenta analisi degli studiosi è sempre più chiara l'importanza delle orme scoperte a Zone, fatte risalire a grandi rettili Arcosauri, antenati di Coccodrilli e Dinosauri. Le orme sono una settantina, divise in cinque sequenze di passi, e probabilmente ce ne sono ancora nascoste dalla vegetazione e dalle stratificazioni rocciose sopra e sotto...

Si tratta delle prime orme di rettili che risalgono all'inizio dell'era dei dinosauri in Lombardia, le più grandi e meglio conservate in Italia.

Non solo: secondo gli esperti, aiutano anche a datare le rocce e dinosauri (2)i fossili scoperti in altri luoghi del pianeta; in questo modo, aiutano a comprendere l'evoluzione dei rettili che poi diventarono dinosauri. Pur se conosciute da tempo agli abitanti di Zone, solo recentemente sono finite sotto gli occhi degli studiosi, composto da esperti provenienti dal Museo di Storia Naturale di Milano, dal Museo Tridentino di Scienze Naturali ,dal Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia e dell’Università "La Sapienza" di Roma.

Si tratta dunque di 5 successioni di passi ("piste" è il termine usato dai paleontologi) che attraversano in varie direzioni due strati di roccia quasi verticali, su una superficie complessiva di circa 50 metri quadrati. 220 milioni di anni fa questi strati erano parte di una vasta pianura fangosa solcata da fiumi che sfociavano in un basso mare tropicale.

Circa 15 milioni di anni fa, quando le Alpi iniziarono a corrugarsi, gli antichi depositi ormai divenuti roccia furono sollevati e disposti in modo verticale cosi come li vediamo oggi. Tutte le orme sono riferibili ad animali quadrupedi, plantigdinosauri (3)radi o semi-plantigradi, lunghi dai 2 ai 6 metri.

Animali che avevano una camminata molto stretta e piuttosto lineare, quindi dotati di una struttura corporea con arti posizionati verticalmente sotto il corpo. Le zampe anteriori erano più piccole delle posteriori e le mani poggiavano a terra con una caratteristica rotazione rispetto ai piedi. Nelle orme meglio conservate, inoltre, si possono contare bene 5 dita sia nelle mani che nei piedi e osservare le impronte di altrettanti artigli, nonché delineare grossomodo i polpastrelli e i talloni.

Siccome non possediamo gli scheletri di tutti gli animali che vissero nel Triassico, non è stato possibile individuare con certezza a che animale corrispondessero.

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