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Le Chiese

Le Chiese

La Chiesa di S. Giorgio a Cislano secondo le Bolle Pontificie emesse tra il 1126 e il 1175, il Secolo delle Crociate, questa fu la prima Parrocchiale di Zone. Già esistente quindi nel secolo XII e restaurata nel '400, fu parrocchiale fino al '500. Ciò che resta della primitiva costruzione sono tre capitelli romanici.......

Nell'interno, a tre navate, ci sono due altari: quello di sinistra, dei Santi Stefano e Bernardino, è datato 1478, quello di destra è dedicato alla Beata Vergine. Ciò che pone però questa Chiesa tra gli edifici più apprezzati del Sebino sono i numerosi affreschi. Si tratta di opere che risalgono alla fine del 1400 e ai primi decenni del 1500 e che sono, per lo più, attribuite a Giovanni da Marone, artista bresciano del primo Rinascimento. Notevole all'esterno l'affresco di S. Giorgio su un bianco destriero nell'atto di uccidere il drago, e il gigantesco ritratto di San Cristoforo invocato contro la peste.

- Abbandonata la chiesetta di San Giorgio e dirigendosi a Zone, si incontra sulla destra dopo circa cinquecento metri, è una chiesetta di campagna a cui si arriva attraverso un sentiero fiancheggiato dalle cappelle della via Crucis la quattrocentesca Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, Serviva inizialmente da ricovero di viandanti e pellegrini che andavano verso la Valtrompia e l'alto Sebino. Nel 1400 fu anche scuola per i figli della crescente popolazione rurale, ma alla fine di quel secolo venne consacrata al Culto. È ricchissima di affreschi, alcuni di stile giottesco, contiene dipinti della scuola del Ferramola ed inoltre il simulacro della Vergine attribuito a Pietro Ramus, e le statue dei Santi patroni, qui collocate nel '600 il portale è in pietra di Sarnico, la facciata è molto simile a quella dell’eremo di San Pietro a Marone, mentre l'interno, a navata unica, custodisce affreschi e le statue lignee dei Santi Ippolito e Cassiano.

 

A Zone centro, in Piazza Giuseppe Almici, troviamo la chiesetta settecentesca a pianta ottagonale dedicata alla Beata Vergine di Lourdes; sempre in Piazza Almici la Parrocchiale di San Giovanni Battista compare nella storiografia locale dal XVI secolo, quando subentra alla medievale chiesa di S. Giorgio in Cislano come parrocchiale. Il primparrocchialeo edificio, concluso negli anni ottanta del '500, risultò ben presto insufficiente, tanto da indurre Mons. Giustiniani, vescovo di Brescia, a decretarne nel 1637 un nuovo ampliamento. Sebbene, come ricorda lo storico Don Alessandro Sina (1941), le scarse note documentarie non consentano di ricostruire con precisione le varie fasi della costruzione architettonica, le raffinate decorazioni ancor oggi visibili all'interno della chiesa dimostrano con quale cura gli antichi parroci ne abbiano seguito i lavori. Fra questi una menzione particolare merita il camuno Don Bartolomeo Belotti (1674-1714), al quale si devono le commissioni più importanti per l'allestimento dei tre altari principali del tempio, per cui vennero chiamati, fra gli altri, gli scultori Fantoni di Rovetta e il pittore bresciano Francesco Paglia. I rettori successivi al Belotti furono impegnati per tutto il '700 ed oltre nel completamento del coro, adornato da un altare marmoreo finemente lavorato, e della volta, affidata al pittore iseano Domenico Voltolini (1666-1746), autore anche degli affreschi, oggi assai rovinati, della cappella ottagonale adiacente alla chiesa (dai primi del '900 Santuario Mariano). All'interno si possono ammirare: " il meraviglioso gruppo scultoreo del "Compianto sul Cristo morto" (1690-1691) composto da dieci statue e quattro putti in legno dipinto, ultima opera realizzata da Andrea Fantoni (1659-1734) per la chiesa di Zone; " l'altare maggiore, che rappresenta una delle più grandiose e complesse imprese degli intagliatori di Rovetta, fu realizzato da Andrea Fantoni fra il 1685 e l'89. Al centro della cornice lignea si può ammirare la "Natività del Battista" di Francesco Paglia.

s-giovanni

- La chiesa della Madonna del Disgiöl, settecentesca, fu edificata su una rupe quasi al centro della valle dell'Urbes, lungo un tratto ben conservato della Via Valeriana. All'origine della sua costruzione vi è un "ex-gratia" per lo scampato pericolo da una frana, che la leggenda vuole bloccata dalla mano della Vergine Maria.

- La chiesa di S. Antonio Abate, situata nella frazione di Cusato, era originariamente la cappella dei frati Antoniti; un pilastro interno riporta l'anno della consacrazione, il 1581. Alcuni affreschi all'interno sono di Voltolini da Iseo, vissuto nel Settecento.

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